luned́ 30 marzo 2009

ediliziaOperazione di pulitura di materiali lignei

Prima di eseguire le operazioni di pulitura sulle superfici lignee, è opportuno attenersi a delle specifiche procedure al fine di salvaguardare l’integrità del materiale.

1. GENERALITÀ
Prima di eseguire le operazioni di pulitura sulle superfici lignee, è opportuno attenersi a delle specifiche procedure al fine di salvaguardare l’integrità del materiale.

Le operazioni preliminari comprendono le seguenti fasi esecutive:
- identificazione dell’essenza lignea;
- identificazione dei depositi incoerenti da dover rimuovere e campagna di saggi al fine di verificare eventuali tracce di cromie originali;
- eventuale preconsolidamento, se si riscontra la necessità, del materiale prima di iniziare la pulitura;
- applicazione del sistema di pulitura prescelto su campionature di materiale;
- analisi dei risultati ottenuti sulla superficie campione prima di estendere le operazioni di pulitura a tutta la superficie.

Tutte le operazioni di pulitura dovranno, essere sempre eseguite rispettando l’andamento delle venature e non in senso ortogonale o trasversale ad esse.

2. PULITURA MECCANICA MANUALE
La procedura sarà impiegata qualora necessiti un lavoro accurato e basato sulla sensibilità operativa di maestranze specializzate, oppure per quelle superfici (ad es., tinte a calce o tempere) difficilmente trattabili con tecniche tradizionali (sverniciatura tramite decapante neutro).

Prima di iniziare l’operazione di pulitura sarà necessario esaminare la superficie lignea con lo scopo di determinare l’eventuale presenza di olio, grasso o altri contaminanti solubili; in tal caso un ciclo di pulitura con solventi opportuni precederà ed eventualmente seguirà quella manuale.

Gli strumenti occorrenti per la pulizia manuale saranno costituiti da spazzole metalliche, raschietti, spatole, scalpelli, lana di acciaio e carta abrasiva di varie grane, oppure utensili speciali (tipo sgorbie) sagomati in modo da poter penetrare negli interstizi da pulire, tutti questi strumenti verranno impiegati, alternativamente, in base alle condizioni delle varie superfici.

Le spazzole metalliche potranno essere di qualsiasi forma e dimensione mentre le loro setole dovranno essere di filo d’acciaio armonico.

Le scaglie di vernice in fase di distacco saranno eliminate attraverso un’adeguata combinazione delle operazioni di raschiatura e spazzolatura.

A lavoro completato, la superficie dovrà essere spazzolata, spolverata e soffiata con getto d’aria compressa al fine di rimuovere tutti i residui e le parti di materiale distaccato, quindi trattata con leggera carteggiatura con carta abrasiva a secco (grana/cm2 200-250).


2.1. Levigatura e lamatura manuale
La levigatura consisterà nell’asportazione manuale meccanica di un sottile strato di materiale (0,2-1 mm) qualora questo si presentasse seriamente compromesso, mentre con l’operazione di lamatura si opererà una levigatura totale dello strato di vernice o pellicola presente riportando “al vivo” la superficie lignea.

Di norma pavimenti o altri rivestimenti lignei potranno sopportare al massimo, nell’arco della loro esistenza, 8-10 lamature integrali ogni 20-25 anni (per i prefiniti i passaggi integrali scendono a tre).

Previa esecuzione di tasselli di prova su modeste porzioni dell’elemento oggetto di intervento, la procedura prevederà un’operazione di sgrossatura eseguita con l’ausilio di carta abrasiva di grana semi-grossa (40-80 grani al cm2) atta a rimuovere i depositi incrostati e le eventuali macchie o patine presenti nonché livellerà la superficie in prossimità di movimenti degli elementi lignei.

Eseguiti questi primi passaggi si passerà a quelli operati con grana sempre più fine (80-120 grana media grossa, 150-200 grana media; oltre i 320 grana fine) così da eliminare gli eventuali segni lasciati dalla sgrossatura iniziale.

La carta dovrà essere avvolta su appositi tamponi o in alternativa su pezzi di legno (per i passaggi con grana fine sarà consigliabile utilizzare legno tenero come ad es., legno di balza) o sughero di dimensioni tali da poter essere correttamente e comodamente impugnati. Questa procedura potrà essere eseguita a umido o a secco.

Quella ad umido si utilizzerà, generalmente, su vernici grasse o su lacche sintetiche, presenterà il vantaggio di non produrre polveri ma al termine della procedura sarà necessario attendere l’asciugatura della superficie, inoltre la carta tenderà ad impastarsi con la vernice: questo “fenomeno” potrà essere ovviato immergendo ripetutamente la carta in acqua pulita o passandovi del sapone di Marsiglia neutro.

La levigatura a secco risulterà un’operazione altrettanto veloce ma presenterà l’inconveniente della polvere, che dovrà, successivamente, essere asportata con l’ausilio di spazzole o scopini di saggina o, con idonei aspirapolvere.

Al termine della procedura sarà consigliabile eseguire un passaggio con straccio, o spugna, leggermente umidi al fine di rimuovere ogni residuo di polvere.


3. SVERNICIATURA CON DECAPANTE NEUTRO
Lo scopo dell’intervento sarà la rimozione, dalla superficie lignea, di vecchie vernici o pellicole protettive degradate (per le quali non sarà possibile operare un’eventuale ripresa) tramite l’applicazione di un prodotto decapante generalmente costituito da miscele solventi addizionate con ritardanti dell’evaporazione presenti sia sottoforma di gel sia come liquidi.

Prima di procedere con questo tipo d’operazione sarà opportuno assicurarsi del reale stato conservativo del materiale ovvero, accertarsi che non siano presenti parti fragili facilmente danneggiabili o asportabili, inoltre si dovrà provvedere alla rimozione di tutte le parti metalliche, come serrature, borchie e cerniere, al fine di evitarne il danneggiamento da parte del solvente.

In riferimento alle prove eseguite preventivamente su tasselli di materiale campione capaci di definire i tempi e i modi d’applicazione, si procederà con la stesura a pennello, a spazzola o con spatole del prodotto (in ragione di 100 g/m2 ca.) sulla superficie in uno strato sottile e uniforme allo scopo di riuscire ad ammorbidire la pellicola di rivestimento.

Passato il tempo d’attesa (che potrà variare da 1 a 20 ore in relazione ai singoli casi poiché dipenderà dallo spessore degli strati di pittura presenti, dalla temperatura ambientale e dal tipo di pellicola da rimuovere), quando la vernice sarà morbida e sollevata dal supporto si rimuoverà ricorrendo all’uso di spatole e/o raschietti facendo cura, di non danneggiare il supporto asportandone parti corticali in fase di decoesione.

Nei punti difficili come intagli, modanature minute o fessurazioni la pittura potrà essere rimossa aiutandosi con spazzolini o punteruoli. L’intervento potrà e sarà ripetuto se specificamente indicato dalla D.L..

Terminate le operazioni di raschiatura, al fine di ovviare l’asciugatura dei residui di prodotto rimasti sul materiale, sarà effettuato l’immediato lavaggio manuale della parte trattata con spugne di mare e soluzioni detergenti (ad es., soluzione blanda di soda calcinata ovvero soluzione ammoniacale diluita al 2% in acqua) evitando di risciacquare la superficie con l’acqua poiché lesiva per il materiale (rigonfiamento delle fibre).

Al termine della pulitura si controllerà lo stato del supporto ligneo accertando l’eventuale rimanenza di residui di sverniciatura.

In alternativa potranno essere utilizzati sverniciatori in pasta la cui procedura operativa sarà molto simile a quella adottata per quelli in gel: facendo uso di una spatola si applicherà la pasta stesa in strati più o meno sottili (1,5-3 mm) in ragione al numero di strati di vernice o dello sporco presente, nel caso in cui le condizioni atmosferiche od ambientali dovessero far asciugare troppo velocemente l’impasto sarà conveniente mantenere umida la superficie mediante l’aiuto di panni bagnati o fogli di polietilene così da ritardare l’evaporazione del solvente e di conseguenza consentire la corretta reazione.

Al termine dell’operazione sarà necessario asportare il prodotto con spatola o pennello a setola dura, dopodiché si potranno eliminare gli ultimi residui con spugna inumidita.
L’uso di sverniciatori in pasta richiederà dei tempi di lavorazione più dilatati ma, al contempo, permetterà di asportare contemporaneamente più strati di pellicola pittorica.


4. PULITURA AD ARIA CALDA O A FIAMMA
La procedura di sverniciatura con l’utilizzo di aria calda avrà lo scopo di rimuovere dalla superficie vecchi strati di vernici o colori, residui di scialbature, croste organiche od inorganiche, pellicole protettive ecc.; la differenza di comportamento al calore tra il legno e le pellicole di vernice faranno sì che queste si stacchino (dando vita a vesciche di rigonfiamento) dal supporto sia grazie alla dilatazione termica subita dal legno e dalle sostante che costituiscono il rivestimento, sia dalla rapida evaporazione dell’umidità eventualmente presente sotto le superfici da rimuovere.

L’operazione, proprio per la sua stessa natura (abbastanza “violenta”) dovrà essere eseguita con molta attenzione al fine di non provocare la combustione del legno.


L’intervento prevederà l’asportazione del rivestimento mediante il riscaldamento con idonea pistola termica (producente aria calda) da far scorrere sulla superficie da pulire in posizione ortogonale ad una velocità ed ad una distanza variabile in ragione dello stato di conservazione del legno, del tipo di deposito da asportare e dalla facilità o meno con cui i residui di rivestimento si distaccano dalla superficie del manufatto oggetto di trattamento (ad es., per vecchie verniciature a smalto la distanza media sarà di circa 8-10 cm).

Al momento che il rivestimento accennerà a sbollare e a distaccarsi dal supporto si procederà con la raschiatura mediante l’utilizzo di raschietti o spatole a manico lungo; la rimozione di vecchie vernici dovrà essere radicale.

La procedura terminerà, previa spazzolatura della superficie al fine di eliminare tutti i residui non completamente staccati, con una leggera carteggiatura della superficie mediante carta abrasiva semi grossa a secco (grana/cm2 80-100-120) montata su tappi di sughero.

In alternativa alla pistola con aria calda si potrà utilizzare una fonte di calore più elevata ricorrendo ad una lancia termica collegata ad una bombola di combustibile (acetilene o gas propano).

La procedura operativa sarà simile a quella con la pistola ad aria calda ad eccezione che con la fiamma oltre alla velocità di passaggio sulla superficie varierà anche l’angolazione (di norma intorno ai 45°); l’asportazione del rivestimento prevederà il riscaldamento con la fiamma facendo attenzione a non causare localizzate bruciature dovute alla troppa insistenza della fonte di calore.

Su manufatti d’interesse storico-artistico sarà consigliabile non utilizzare tale tecnica.

 

(Stefania Franceschi - Leonardo Germani)   Copyright -  DEI Tipografia del genio civile - Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata senza preventiva autorizzazione

 


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