venerd́ 12 giugno 2015

anc.jpg12/06/2015 - ANAC: CONTROLLI A  CAMPIONE E OBBLIGHI INFORMATIVI
Pubblicato il Comunicato del Presidente del 4 giugno 2015 ‘Obblighi  informativi nei confronti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e controlli a  campione (art. 9 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, coordinato con la legge di  conversione 11 novembre 2014, n. 164)’.


Il  decreto legge 133/2014 (c.d. “Sblocca Italia”) contiene una serie di nuove  deroghe al Codice dei contratti pubblici con l’obiettivo di attivare i cantieri  per la realizzazione di opere le cui risorse finanziarie sono già disponibili,  introducendo alcune misure di semplificazione burocratica per la realizzazione  di  determinati interventi in materia di vincolo idrogeologico, di normativa antisismica e  di messa in sicurezza degli edifici scolastici e dell'Alta formazione  artistica, musicale e coreutica.

Il  decreto legge 133/2014 prevede, inoltre, la possibilità per l’Autorità Nazionale  Anticorruzione di disporre controlli a campione sui determinate tipologie di contratti.

Al  fine di segnalare all’Autorità il ricorso alle procedure  accelerate e semplificate di cui sopra,  nonché per consentire il controllo a campione sugli  interventi in argomento,  l’Autorità ha disposto, con Comunicato del Presidente del 5 febbraio 2015, che i  responsabili del procedimento delle stazioni appaltanti, qualora ricorrano alle procedure  accelerate e semplificate di cui sopra, debbano richiamare, in sede di  acquisizione del CIG, la riconducibilità degli interventi all’art. 9 del d.l.  133/2014 mediante l’inserimento di tale indicazione nelle schede già in uso per  la trasmissione dei dati, appositamente aggiornate dall’Autorità.


COMUNICATO DEL PRESIDENTE del 4 giugno 2015
Obblighi  informativi nei confronti dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e controlli a  campione (art. 9 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, coordinato con la legge di  conversione 11 novembre 2014, n. 164).

Il  decreto legge 133/2014 (c.d. “Sblocca Italia”) contiene una serie di nuove  deroghe al Codice dei contratti pubblici con l’obiettivo di attivare i cantieri  per la realizzazione di opere le cui risorse finanziarie sono già disponibili,  introducendo alcune misure di semplificazione burocratica per la realizzazione  di  determinati interventi in materia di vincolo idrogeologico, di normativa antisismica e  di messa in sicurezza degli edifici scolastici e dell'Alta formazione  artistica, musicale e coreutica.

L’art. 9 prevede, infatti, la  possibilità di ricorrere alla procedura negoziata per l’affidamento di  interventi di importo fino alla soglia comunitaria considerati dalla stazione  appaltante di “estrema urgenza” e relativi alla messa in sicurezza degli  edifici scolastici e dell’AFAM, alla mitigazione dei rischi idraulici e  geomorfologici, all’adeguamento alla normativa antisismica, alla tutela ambientale  e del patrimonio culturale.


Per  l’affidamento di tali interventi sono introdotte disposizioni di carattere  semplificativo e acceleratorio per la pubblicazione dei bandi (pubblicazione  sul solo sito della stazione appaltante), per la ricezione delle offerte  (termini dimezzati rispetto a quelli di legge) e per i tempi per la stipula del  contratto (inapplicabilità dei termini di cui all’art. 11, commi 10 e 10-ter del Codice dei contratti  pubblici).  


La  norma consente, inoltre, per lavori relativi alla messa in sicurezza degli  edifici scolastici e dell’AFAM di importo fino a 200.000 euro, l’affidamento  «diretto» da parte del responsabile del procedimento, con procedura  riconducibile all’affidamento in economia, con invito rivolto ad almeno cinque  operatori economici.


Il  decreto prevede, inoltre, la possibilità per l’Autorità Nazionale  Anticorruzione di disporre controlli a campione sui contratti in questione,  sulla base di quanto al riguardo comunicato dalle stazioni appaltanti,  assoggettate, anche per questi appalti, agli obblighi informativi di cui  all’art. 7, comma 8 del Codice e di cui all’art. 37 del decreto legislativo  33/2013.


Al  fine di segnalare all’Autorità il ricorso alle procedure  accelerate e semplificate di cui sopra,  nonché per consentire il controllo a campione sugli  interventi in argomento,  l’Autorità ha disposto, con Comunicato del Presidente del 5 febbraio 2015, che i  responsabili del procedimento delle stazioni appaltanti, qualora ricorrano alle procedure  accelerate e semplificate di cui sopra, debbano richiamare, in sede di  acquisizione del CIG, la riconducibilità degli interventi all’art. 9 del d.l.  133/2014 mediante l’inserimento di tale indicazione nelle schede già in uso per  la trasmissione dei dati, appositamente aggiornate dall’Autorità.


Successivamente  l’Autorità, in data 21 maggio 2015, ha stipulato un Protocollo di intesa con il  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero  delle Infrastrutture e dei Trasporti e con la Struttura di Missione contro il  dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche della  Presidenza del Consiglio dei Ministri, avente ad oggetto forme di  collaborazione per lo svolgimento, da parte dell’Autorità, di attività di  vigilanza collaborativa sui procedimenti segnalati dagli enti sottoscrittori in  quanto ritenuti di elevato importo o di particolare complessità, nonché di  controlli a campione sugli interventi da realizzare con estrema urgenza (art. 9  del decreto legge 133/2014) secondo le modalità definite dal Comunicato del  Presidente del 5 febbraio 2015 e effettuarsi successivamente all’invio delle relative  comunicazioni da parte dei Commissari di Governo per il dissesto idrogeologico.


A  seguito dell’entrata in vigore della normativa in questione, l’Autorità, nell’estrarre  dalla propria Banca Dati le informazioni trasmesse dalle stazioni appaltanti  secondo le modalità riportate nel richiamato Comunicato del Presidente, ha  rilevato che sono stati attivati n. 194 appalti con le procedure previste per i  contratti di “estrema urgenza”. Nei prossimi giorni verranno stabiliti  i criteri per l’individuazione del  campione rappresentativo su cui effettuare la  vigilanza prevista dall’art. 9 della legge più volte citata.


Le  informazioni acquisite mostrano che circa il 60 % degli appalti riguardano  prevalentemente “lavori di restauro, lavori di difesa dalle piene, lavori di  protezione delle sponde, lavori di riparazione,   lavori di ristrutturazione,  lavori  stradali, e lavori di demolizione” così come indicato dalle rispettive CPV  (common procurement vocabulary).
Complessivamente  i 194 appalti riguardano un ammontare a base d’asta pari a 53.643.590 € con un  importo minimo pari a 2.379 €, massimo pari a 4.647.581 € e medio pari a  276.513.
Vi  è tuttavia da evidenziare che l’Autorità, nell’esaminare i dati trasmessi, ha  rilevato molteplici difformità tra le informazioni comunicate dalle stazioni  appaltanti e quanto disposto con il comunicato citato. Infatti,  su complessivi 539 appalti segnalati dalle  amministrazioni,  ben 245, riguardando  acquisti di beni e servizi,  sono stati  erroneamente segnalati tra gli interventi di “estrema urgenza” cui fa  riferimento il d.l. 133/2014 per l’affidamento di talune specifiche tipologie  di lavori.  Inoltre, 100 lavori sono  stati espunti in quanto dalla lettura dell’oggetto non sembrano che gli stessi  rientrino tra quelli di cui all’art. 9 del dl 133/2014.

Si  richiamano, pertanto, tutte le stazioni appaltanti a porre particolare  attenzione alla fase di trasmissione delle informazioni, in considerazione  della fondamentale rilevanza della banca dati ai fini del corretto svolgimento da  parte dell’Autorità sia dell’attività di vigilanza sia dell’attività di  vigilanza collaborativa preventiva.

Si  rammenta, inoltre, che i soggetti tenuti all’invio dei dati all’Autorità, nel  caso omettano, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti sono  sottoposti, ai sensi di quanto previsto dall’art. 7, comma 8, lettera b) del  Codice dei contratti pubblici, alla sanzione amministrativa del pagamento di  una somma fino ad euro 25.822, elevata fino ad euro 51.545 nell’ipotesi di invio  di dati non veritieri.

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