mercoled 01 luglio 2015

campidoglio.jpg01/07/2015 - ROMA - LAVORI PUBBLICI, APPALTI, EDILIZIA: NOVITÀ DAL CAMPIDOGLIO
Gestione centralizzata dei lavori pubblici, convenzioni edilizie (permessi di costruire) stipulate solo se le imprese realizzano infrastrutture e servizi per i quartieri: queste le novità con cui Roma Capitale fa trasparenza e chiarezza sul terreno degli appalti, delle forniture e dell’edilizia privata e pubblica.


Due i provvedimenti freschi di approvazione.
 
La Giunta ha deliberato l’istituzione della “centrale unica dei lavori pubblici”, su proposta dell’assessore alla Legalità Alfonso Sabella e sul modello della già operante Centrale Unica Acquisti. Si costituirà presso il Dipartimento Infrastrutture e Manutenzione Urbana , “dotato – spiega una nota del Campidoglio – del necessario know-how per la conclusione di accordi quadro di durata pluriennale”.
 
La Centrale Unica punta a “coniugare le esigenze di trasparenza, di efficienza e di razionalizzazione della spesa, senza intaccare i poteri dei Municipi e dei Dipartimenti in termini di scelta degli obiettivi da perseguire e delle risorse da impegnare”. E’ stata concepita avendo a modello, tra l’altro, l’esperienza di New York che ha centralizzato le procedure di gara con la consulenza del gruppo Bloomberg Associates (più volte incontrato nella fase di stesura della delibera).
 

In prima battuta la nuova Centrale Unica gestirà la manutenzione ordinaria delle strade cittadine e degli edifici di proprietà comunale (case popolari escluse).

Poi, visti anche i risultati della fase sperimentale, l’ambito operativo sarà esteso ad altri settori. Questi in particolare i compiti del Dipartimento Infrastrutture e Manutenzione, costituito in centrale unica lavori pubblici: censire i fabbisogni dei Municipi, predisporre gli atti preliminari alle gare, inoltrarli all’ufficio centrale del Campidoglio (Segretariato Generale, Direzione Appalti e Contratti) che segue le gare, verificare i requisiti di partecipazione, emanare i provvedimenti di aggiudicazione e stipulare accordi e contratti; last but not least, supervisionare – anche con controlli a campione – appalti e affidamenti in tutti gli uffici capitolini.

E’ lo stesso metodo – sottolinea sempre il Campidoglio – impiegato per le gare sulla manutenzione del verde; che però, riguardando “l’acquisizione di un servizio”, fanno capo alla Centrale Unica degli Acquisti.


In realtà, spiega il Campidoglio, si tratta di un’anticipazione della Centrale Unica di Committenza prevista nel regolamento dei contratti di Roma Capitale, la cui bozza sarà portata all’attenzione della Giunta Capitolina la prossima settimana”. L’iter previsto: passaggio in Giunta; pubblicazione qui sul nostro portale; dibattito partecipato (coinvolgimento di uffici, parti sociali, imprese, cittadini); analisi delle proposte emerse e integrazione delle medesime nel testo; invio all’Assemblea Capitolina per l’ok definitivo. Il regolamento dei contratti manca a Roma da oltre vent’anni.
 
Intanto la Centrale Unica dei Lavori Pubblici parte immediatamente e la delibera viene applicata da subito, “fatte salve le procedure in corso, per le quali siano già stati pubblicati i relativi bandi”.
 

L’altra novità arriva invece dall’Assemblea Capitolina ed è l’avvenuta approvazione, a larga maggioranza, del nuovo “schema di convenzione urbanistica”.

Lo schema, spiega l’assessore Giovanni Caudo (Trasformazione Urbana), “con cui si scriveranno i contratti tra amministrazione pubblica e imprese per la realizzazione dei quartieri; i contratti, cioè, in cui si fissano i termini per il rilascio dei permessi di costruire della parte privata e quelli per la realizzazione delle opere pubbliche”. Lo stesso Caudo sintetizza così l’obiettivo: “Case insieme ai servizi”. Ovvero: “Da oggi si dovranno realizzare parti intere e finite di città con tutti i servizi e le attrezzature necessarie. Nessuna casa potrà più essere abitata senza che ci siano le strade, le fogne, i parchi già ultimati”.
 
Molte le disposizioni contenute nel provvedimento per blindare queste finalità. Caudo le enuncia una ad una: mantenimento all’amministrazione “del 20% di cubatura fino a quando non verranno ultimate tutte le urbanizzazioni, anche se si adotta la procedura per fasi”; garanzie potenziate per la parte pubblica e scelta obbligata del presidente della commissione collaudo opere pubbliche “in un elenco predisposto dall’amministrazione”; ribassi d’asta (ottenuti negli appalti per opere pubbliche) “versati obbligatoriamente all’amministrazione e non trattenuti dai privati”; più garanzie finanziarie a vantaggio dell’amministrazione e, nel contempo, sblocco agevolato delle stesse garanzie a opera conclusa (come richiesto dalle associazioni di categoria).
 
E ancora, per dare una mano alla soluzione dei problemi abitativi: possibilità di realizzare edilizia convenzionata “scomputando parte degli oneri senza accedere ad alcun premio di cubatura, ma restando dentro alle cubature già previste”; il che tenderà a “orientare una parte delle previsioni edificatorie verso chi ha bisogno di una casa a un costo calmierato, non più solo verso il mercato libero”.
 
Lo schema di convenzione urbanistica, strumento strategico per orientare lo sviluppo della città, arriva grazie a “un lavoro di squadra durato molti mesi”. Con esso, sottolinea quindi Caudo, “è stata completata in meno di due anni la revisione di tutti i regolamenti: gli schemi di convenzione dell’ex legge 167, il regolamento per il calcolo del contributo straordinario, il regolamento per l’istituzione della commissione qualità edilizia e quella del paesaggio”. Ora, conclude l’Assessore, “il Comune di Roma ha le carte in regola e può esercitare, nel rapporto pubblico – privato, il ruolo di regia di cui l’amministrazione intende riappropriarsi”.
(Fonte: Comune di Roma)

 
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