luned́ 06 luglio 2015

antenne.jpg06/07/2015 - LINEE GUIDA PER INFRASTRUTTURE ELETTRONICHE NEGLI EDIFICI
È stata pubblicata la nuova Guida Tecnica  CEI 306-22 “Disposizioni per l'infrastrutturazione degli edifici con impianti di comunicazione elettronica - Linee guida per l'applicazione della Legge 11 novembre 2014, n. 164”.

Il documento legislativo, noto come  Decreto “Sblocca Italia”,  indica le Guide CEI 306-2, CEI 64-100/1, CEI 64-100/2 e CEI 64-100/3, come strumenti idonei per la realizzazione delle infrastrutture necessarie a garantire l’accesso alle comunicazioni elettroniche, mediante la predisposizione di spazi installativi negli edifici e l’utilizzo anche delle fibre ottiche.  Pertanto, il CEI ha costituito tempestivamente un Gruppo di Lavoro ad hoc con l’incarico di predisporre un documento-guida,  che consentisse l’applicazione univoca delle Guide Tecniche CEI citate nello stesso decreto, che è la Guida Tecnica CEI 306-22.

La Guida Tecnica costituisce lo strumento necessario per i progettisti, gli operatori edili e gli installatori di comunicazione elettronica negli edifici, per l'applicazione del DPR 380/01, articolo 135-bis, come modificato dalla Legge 164/2014 di conversione del D.L. 133/2014, art. 6-ter.
Essa è focalizzata sulla realizzazione, negli edifici, di una infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all'edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica, nonché dei punti di accesso all'edificio.

La predisposizione di "adeguati spazi installativi" e di "accessi agli edifici" deve considerarsi come indispensabile per garantire la realizzazione a regola d'arte degli impianti di comunicazione elettronica.

Si evidenzia che il documento, congiuntamente alle Guide Tecniche CEI citate dal Decreto “Sblocca Italia” e in aderenza al dettato normativo, costituisce il riferimento tecnico per la progettazione di spazi installativi e predisposizioni della fibra ottica, idonei a garantire la realizzazione di reti di comunicazione elettronica (considerate nella accezione definita nel D.Lgs. 259/03, art. 1, comma 1, lettera "dd"), aventi caratteristiche tali da assicurare:
- la riduzione dei costi di installazione e di manutenzione degli impianti;
- un elevato livello di adattabilità, flessibilità, affidabilità nel tempo delle infrastrutture, tenendo conto delle mutevoli esigenze, sia tecniche sia dell'utenza, e della protezione dell'investimento.

 

Ricordiamo che il comma 6 ter del DL 12 settembre 2014, n. 133 recante "Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive" (GU n. 212 del 12-9-2014) convertito dalla legge 11 novembre 2014, n. 164 (GU n. 262 del 11-11-2014 - S.O n. 85) aggiunge l'art. 135.bis al DPR 6 giugno 2001, n. 380:

«Art. 135-bis (Norme per l'infrastrutturazione digitale degli edifici).

1. Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015 devono essere equipaggiati con un'infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all'edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete. Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1° luglio 2015, in caso di opere che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettera c). Per infrastruttura fisica multiservizio interna all'edificio si intende il complesso delle installazioni presenti all'interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l'accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell'edificio con il punto terminale di rete.
2. Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1° luglio 2015 devono essere equipaggiati di un punto di accesso. Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1° luglio 2015, in caso di opere di ristrutturazione profonda che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell'art. 10. Per punto di accesso si intende il punto fisico, situato all'interno o all'esterno dell'edificio e accessibile alle imprese autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l'infrastruttura interna all'edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga.
3. Gli edifici equipaggiati in conformità al presente articolo possono beneficiare, ai fini della cessione, dell'affitto o della vendita dell'immobile, dell'etichetta volontaria e non vincolante di "edificio predisposto alla banda larga". Tale etichetta è rilasciata da un tecnico abilitato per gli impianti di cui all'art. 1, comma 2, lettera b), del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, e secondo quanto previsto dalle Guide CEI 306-2 e 64-100/1, 2 e 3».

 
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