Alloggi bioclimatici autosufficienti con impiego di materiali ecocompatibili per vittime di grandi disastri naturali.

Progettisti: Giorgio Dimitriu, Claudio Renato Fantone e Roberto Ponzi

 

Premessa.

Il progetto è stato elaborato nell'ambito di un recente concorso internazionale di idee sul tema.

Dal punto di vista concettuale, il progetto prosegue una ricerca iniziata verso la fine degli anni 70 ed avente come tema il delineamento di metodologie di disegno alternativo di insediamento umano a più scale, dalla macro-scala alla scala media e alla micro-scala.

   

Pur evolvendosi costantemente, tale ricerca ha sempre mirato alla codificazione di quei parametri che possano assicurare quelle qualità organizzative, architettoniche, urbane e ambientali che hanno contraddistinto storicamente il carattere dell'insediamento umano e, congiuntamente, a costi di costruzione relativamente bassi ed una minimizzazione dei tempi di montaggio.

 

Dal punto di vista operativo, la ricerca si è basata su una valutazione dei vari tipi di unità abitative per popolazioni colpite da disastri naturali che sono oggi globalmente in uso, delle tecnologie impiegate, della loro qualità aggregative e, in particolare, della loro sostenibilità ambientale rispetto al loro ciclo di vita. I risultati di questo studio sono stati inaspettatamente deludenti ed hanno messo in risalto due basilari lacune programmatiche e progettuali:

a) mancanza di programmazione logica del tipo o dei tipi di sistemazioni adatti a gente colpita da disastri naturali in accordo con la scala dei tempi che vanno dalla conclusione del disastro fino alla ricostruzione dell'insediamento, che può avere una durata di parecchi anni.

b) mancanza di qualità dei tipi abitativi esistenti sotto l'aspetto della sostenibilità ambientale (prefabbricati in prodotti derivati dal petrolio come resina poliestere e poliuretano) e della configurazione architettonica, e, in particolare, assenza di riferimenti ai valori antropologici e sociali della gente colpita dai disastri naturali.

    
    
  

 

Proposta progettuale.

La proposta sviluppata intende offrire una risposta alternativa basata sulla ricerca di osmosi organizzativa fra autosufficienza totale del manufatto edilizio e carattere architettonico di qualità e sulla selezione di tecnologie costruttive innovative in grado di soddisfare il requisito della sostenibilità.

Il lavoro è stato sviluppato secondo tre principali direzioni:

1)    Sotto l’aspetto delle opzioni tecnologiche, nella ricerca di materiali da costruzione di elevata potenzialità manipolativa e qualità di sostenibilità ambientale:
- alta possibilità di prefabbricazione;
- alta capacità di modellazione negli elementi complessi;
- peso minimo che ottimizza così la facilità di trasporto;
- facilità di montaggio che può essere compiuta da personale non esperto;
- elevata possibilità di smontaggio e di ri-uso;
- elevate caratteristiche di autosufficienza energetica di funzionamento;
- basso consumo di energia incorporata nella costruzione;
- facile riciclabilità;
- assenza di prodotti chimici nocivi nella composizione del manufatto;

2)    Nella formazione di un tipo di unità abitativa che facilita l’assemblaggio, grazie alla conformazione dei componenti, consentendo variazioni di tagli abitativi, e che, al tempo stesso, offre un’ampia gamma di insediamenti di qualità comunitaria, con elevate proprietà di adattamento climatico e qualitativo alle richieste degli utenti.

3)    Nella realizzazione di una architettura ed una tecnologia dell’unità abitativa
appropriate in grado non solo di minimizzare il consumo di energia attraverso la sua configurazione bioclimatica, ma di svolgere un ruolo attivo nella riorganizzazione sociale della comunità. 

 

Caratteristiche costruttive.

Nella ricerca dei materiali da costruzione adeguati si è scelto l’impiego di elementi sandwich in bio-plastica - lastre estruse termoformate in fibra naturale distanziate e fra loro collegate con nucleo interno termoisolante in resina naturale e fibre di cellulosa.

Una nuova invenzione che promette una varietà ed efficacia di applicazioni nel rispetto dei parametri della sostenibilità ambientale.

Per quanto concerne la tecnica costruttiva ottimale, si è preferito l’impiego di pannelli portanti configurati a ‘C’ in modo da poter incorporare una vasta gamma di funzionalità - armadi e contenitori, un sistema di ventilazione interna naturale, impianto elettrico, condotto per la torretta di ventilazione, finestre esterne, ecc.

Al fine di ottenere ottime prestazioni bioclimatiche ed energetiche e caratteristiche architettoniche tali da configurare strutture aggregative di qualità sociale, come elemento base è stata scelta la configurazione di un cilindro con copertura inclinata circa 15 gradi, caratterizzata da un rapporto favorevole area/superficie di involucro. 

Viene così garantita la superficie minima necessaria per una famiglia di tre persone oltre che l’uso massimizzato di fonti energetiche rinnovabili come sole, vento e acqua.

La pianta base di 43.73 mq comprende un soggiornopranzo, un cucinino, una stanza da letto per due persone e un bagno a compostaggio - risorsa potenzialmente utile per persone spesso dedite all’agricoltura.

Sulla zona notte e servizi è un piano mezzanino che può essere usato come magazzino - una funzione di importanza cruciale considerando le necessità della gente colpita da disastri naturali - oltre che per le installazioni impiantistiche e come letto per un bambino.

 Il tetto è coperto di moduli fotovoltaici e pannelli solari mentre il piccolo portico che caratterizza l’ingresso all’unità abitativa è delimitato da un serbatoio di acqua piovana raccolta dalla copertura inclinata.

L’elemento base è stato progettato rialzato da terra, con i pannelli perimetrali poggianti su una fondazione continua composta da elementi a canale prefabbricati in calcestruzzo con forature comunicanti con le cavità inferiori dei pannelli.

Grazie alla conformazione cava dei pannelli l’aria fresca immessa in basso fuoriesce dalle bocche di uscita situate nella parte alta dei pannelli medesimi consentendo così la ventilazione naturale.

Per soddisfare completamente le necessità degli utenti potenziali di questo tipo di insediamento, si è previsto un secondo tipo di unità abitativa derivata dalla trasformazione parziale dell’elemento di base.

Con la combinazione di questo tipo con quello base si riesce a realizzare una varietà di tipi a seconda della composizione delle famiglie, con superfici al piano terra variabili da circa 56 mq a 74 mq e un piano mezzanino di circa 18 mq.

    

     

 

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