ediliziaGli elaborati per l’analisi del progetto di restauro

L’iter conoscitivo che anticipa e segue la fase operativa del progetto

La corretta elaborazione del progetto di restauro non può prescindere dall’approfondita conoscenza del manufatto oggetto di studio, poiché è solo attraverso la conoscenza che l’intervento potrà essere “guidato” sia a livello di orientamenti teorici sia a livello procedurale, riducendo, al contempo, i “rischi” dell’arbitrarietà della sfera progettuale.

Nella realtà dei fatti è facile verificare come ogni intervento si orienti oggettivamente in riferimento ai valori che vengono riconosciuti o attribuiti al manufatto sul quale si rifletterà, inevitabilmente, la componente soggettiva del professionista e dalla quale dipenderà a sua volta la più o meno riuscita finale dell’operazione.

Questo dato di fatto riconosciuto e riconoscibile in ogni operazione di restauro deve saper comunque denunciare un rigore di metodo come risultato di ricerche analitiche, così da evitare che la soggettività divenga di fatto arbitrarietà, poiché in questo caso non si tratterà più di un’operazione di restauro ma di incontrollata, e spesso illogica, alterazione.


Per queste ragioni, gli approfondimenti inerenti l’iter conoscitivo che anticipa e segue, la fase operativa del progetto di restauro divengono di basilare importanza; la necessità della conoscenza preliminare del manufatto trova le sue ragioni nello scegliere come priorità assoluta nell’affrontare un restauro, la conoscenza della fabbrica ancor prima di programmare e selezionare le procedure operative.

Questo perché sarà l’opera stessa, se indagata con sensibilità storico-critica ad orientarne le scelte esecutive; gli elaborati per l’analisi ed il progetto divengono così strumenti capaci di indirizzare gli orientamenti operativi e la conseguente selezione delle procedure. 

Nell’ottica dell’analisi conoscitiva il sopralluogo preliminare, ovvero il primo contatto con l’edificio oggetto di studio, diviene dato di basilare importanza.

Questa operazione non dovrà essere interpretata come semplice visita in situ ma, al contrario, come dettagliata ricognizione eseguita seguendo un’accurata metodologia di indagine volta a valutare i problemi in maniera rigorosa così da ridurre eventuali rischi di valutazioni approssimative e/o superficiali.

In linea generale, l’obiettivo primario del sopralluogo sarà quello dell’acquisizione dei primi elementi di conoscenza delle caratteristiche dimensionali e costruttive del manufatto e del suo stato di conservazione. L’operatore che eseguirà la ricognizione dovrà, per questi motivi, saper desumere, dai molteplici aspetti ritenuti importanti per le specifiche finalità dello studio, dati il più possibile oggettivi annotandoli in modo tale che risultino ben strutturati, ordinati e facilmente consultabili anche da terze persone così da ovviare di trascurarli o dimenticarli durante il prosieguo dello studio.

La ricognizione dovrà concludersi con la redazione di elaborati difficilmente definibili a priori ad eccezione, forse, della redazione di un rapporto scritto, preferibilmente redatto sul posto, in forma estesa e completa di informazioni (potrà, a seconda dei casi, essere supportato da immagini, note, schizzi o altri elaborati grafici) sulle reali condizioni del manufatto nel complesso e nei singoli aspetti costruttivi con indicazioni sull’eventuale degradazione dei singoli materiali presenti.

Tutti gli elementi che compongono il manufatto (fondazioni, muri in elevato, orizzontamenti ecc.) dovranno, necessariamente, essere oggetto di indagine, nell’eventualità che ciò non sia possibile, il rapporto di sopralluogo dovrà evidenziare la mancanza di questo controllo.

Il suddetto rapporto, nelle successive fasi analitiche e diagnostiche, potrà essere implementato, confermato o, eventualmente, corretto.

A seguito o in contemporanea al sopralluogo preliminare si compie il rilievo, dato indispensabile per la conoscenza approfondita e corretta del manufatto; le operazioni legate al rilievo debbano essere concepite come volontà di capire e desumere dati che altrimenti potrebbero sfuggire ma che, al tempo stesso, rappresentano peculiarità rilevanti del manufatto. 

Il rilievo finalizzato al progetto di restauro dovrà essere concepito come operazione critica e non come “semplice” restituzione grafica di misure prese in loco; ciò che in questo frangente risulta di primaria importanza non è tanto la distanza metrica che intercorre tra due punti quanto i rapporti reciproci tra i due punti, il dato che interessa in questo caso è proprio la determinazione del rapporto tra le singole parti e, al contempo, la definizione delle caratteristiche materiche e strutturali dell’edificio.

RILIEVO GEOMETRICO
Per rilievo metrico-geometrico s’intende il complesso di operazioni finalizzate alla rappresentazione graficonumerica di un organismo edilizio; presuppone cioè il riconoscimento delle parti costituenti l’edificio con l’individuazione delle loro funzioni e ruolo, dei rapporti dimensionali che li connettono e delle loro caratteristiche costruttive e morfologiche.

Le misure ricavate durante la fase di rilievo dovranno essere riportate con lo scopo di tracciare la fisionomia del manufatto rappresentandolo tramite un insieme di elaborati bidimensionali quali piante, prospetti, sezioni-prospetti a scala adeguata in relazione alle caratteristiche del manufatto: di norma è opportuno non scendere sotto la scala 1:50; la restituzione in scala 1:100 è opportuna quando occorre rappresentare fronti stradali, indicazioni di massima di complessi architettonici molto vasti e sezioni di terreno con forti differenze di quota; al contrario sarà necessario salire di scala ad es. 1:20 per rappresentare fabbriche caratterizzate dalla presenza di un importante apparato decorativo (plastico o dipinto) o da apparecchi murari particolari.

Nella rappresentazione del rilievo geometrico sarà necessario riportare tutte le misure dell’edificio ed i grafici di rilevamento che hanno consentito di ottenerle (ad esempio se la pianta è stata rilevata per mezzo di trilaterazioni, dovranno essere riportati i triangoli grazie ai quali è stato possibile ricavare le misure dell’edificio); a tale proposito, se lo schema si configura in modo troppo complesso e difficilmente comprensibile, si potrà procedere riportando solo le misure più importanti e/o supportando il disegno con schemi a scala maggiore.

Al fine di poter agevolare la riproduzione dei disegni, in scale diverse da quella originale, è consigliabile riportare sulle tavole una scala grafica di riferimento longimetrico.

RILIEVO ARCHITETTONICO
Il rilievo architettonico a differenza di quello metrico dovrà illustrare le peculiarità spaziali e di superficie del manufatto. Il rilievo architettonico è atto critico che “comunica” mediante la selezione degli elementi da riprodurre e la scelta del segno impiegato nella redazione di elaborati grafico-descrittivi.

La funzione del rilievo architettonico dovrà essere quella di garantire, nel corso della sua realizzazione, una profonda conoscenza del manufatto.

La redazione di tavole di rilievo dovrà essere concepita come occasione quasi costrizione, a “vedere a fondo”, a conoscere le informazioni che altrimenti potrebbero sfuggire, (rapporti fra le parti, apparecchiature murarie, microfessurazioni, particolari costruttivi ecc.) ma che costituiscono l’essenza stessa del manufatto in questione; nel rilevare e nel rappresentare si è costretti a percorrere visivamente l’opera interrogandola e dandosi continuamente delle risposte dal punto di vista sia storico che tecnico-conservativo, in più un atteggiamento di questo tipo nella redazione del rilievo offre la possibilità, mediante artifici grafici, di rendere possibile una lettura relativamente rapida, sintetica e globale del monumento rilevato, un’interpretazione di parti altrimenti non comparabili nel reale.

In questo senso, nessun rilievo potrà mai essere esaurientemente sostituibile con una fotografia: la possibilità di far ricorso al fotomosaico per rappresentare un fronte murario, pur offrendo sicuri vantaggi di celerità del procedimento e di ammissibile tolleranza dell’errore, farà difetto proprio nella circostanza di “comunicare” una “gerarchia” degli elementi rappresentati.

Stato di conservazione

 

 

 

RILIEVO CRITICO STRUTTURALE
La finalità del rilievo strutturale è quella di denunciare tutte le caratteristiche costruttive, strutturali e materiche delle strutture evidenziando, allo stesso tempo, il loro stato conservativo (ossia il quadro fessurativo e deformativo dell’edificio) così da poter, in un secondo momento, capire e giustificare quanto è riportato nella tavola tematica relativa all’analisi dei dissesti.
Il suddetto rilievo/analisi potrà essere suddiviso in quattro punti principali:
1. la classificazione dei materiali (l’indicazione dettagliata dei tipi di materiale utilizzati per ogni singola tipologia costruttiva)
2. la tipologia degli elementi strutturali (l’individuazione delle tipologie costruttive con particolare attenzione alle modalità di assemblaggio dei singoli elementi)
3. le modalità di esecuzione (la segnalazione del rispetto della regola d’arte nell’esecuzione dell’opera e
di ogni parte di essa e, eventualmente, l’individuazione delle principali carenze d’esecuzione)
4. il quadro dei dissesti (il rilievo del degrado dei materiali e il rilievo del quadro fessurativo e deformativo,
con individuazione, ove possibile, delle cause), quest’ultimo sarà oggetto di rilievo e conseguente mappatura specifica in apposita carta.

 

 

 

Rilievo geometrico e Rilievo architettonico

 

 (Stefania Franceschi* e Leonardo Germani**)

* Architetto, professore a contratto presso la Facoltà di Architettura di Firenze affianca alla professione un’intensa e costante attività di ricerca e di studio sui temi del recupero edilizio e del restauro conservativo

* Architetto, professore a contratto presso la Facoltà di Architettura di Firenze e di Genova concentra i suoi interessi verso le problematiche inerenti, la tutela, la valorizzazione e il restauro dei manufatti architettonici ed urbani e la conservazione delle tecniche costruttive tradizionali.

 




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